Esistono i Marziani? Si! Anche a Verona. Ma che rimanga tra noi...
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Nome: Urbano Sunshine
Questo è il paradiso dove vorrei vivere ogni giorno. Quello blu è il mio ufficio!
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E' ufficiale! Speciale Flussi elettorali, regionali Sarde 2009
(rubrica pane al pane)

Letture di alto livello
(rubrica che innalza, clamorosamente, il livello culturale del blog)
Michael Corleone inveì: "Mio padre è un uomo d' affari che si sforza di provvedere a moglie e figli e a quegli amici di cui un giorno potrà avere bisogno in momenti difficili. Non accetta le regole della società in cui viviamo, perché l'avrebbero condannato ad una vita non adatta a un uomo come lui, un uomo dalla forza e dalla personalità straordinarie. Ciò che devi sapere è che si considera alla pari di quei grandi, come i Presidenti, i Primi Ministri, i giudici della Corte Suprema e i Governatori degli Stati. Rifiuta la loro volontà sopra la sua. Rifiuta di vivere rispettando le leggi stabilite da altri, che lo condannerebbero ad una vita fallita. Ma il suo fine ultimo è far parte con un certo prestigio di questa società visto che essa non protegge gli individui privi di forza individuale. Nel contempo opera in base ad un codice etico che considera di gran lunga superiore alle strutture legali di questa società.". Kay lo guardava incredula: "Ma è ridicolo! E se tutti facessero così? Come si potrebbe andare avanti? Si tornerebbe ai tempi delle caverne."
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(Tratto da Il padrino, di Mario Puzo.)
Tube me please!
(rubrica dedicata ai video carini che ogni tanto si trovano su Youtube)
Vedere Verissimo è un supplizio che, ogni tanto, regala qualche chicca.
Rivedere Sabrina Salerno, per esempio, è sempre piacevole.
Questo è il suo nuovo video. Sabrinona è Sabrinona!
Si si...tu mi piaci...vieni a Verona e ti faccio governare la città!
(rubrica dedicata al nuovo sindaco di Verona, Flavio Tosi)

La notte scorsa la Polizia municipale di Verona ha multato un 23enne abitante in un condominio di via Umbria (4 piani, una ventina di appartamenti) per la violazione all’ordinanza del sindaco n. 17 del 24 febbraio scorso, che vieta il disturbo e la lesione della civile convivenza all’interno dei condomini. Gli agenti sono intervenuti su richiesta dei vicini, che avevano segnalato rumori e disturbo, fatto che la Polizia municipale ha effettivamente verificato, visto che ha dovuto suonare il campanello una cinquantina di volte prima che qualcuno si decidesse ad aprire la porta. All’interno dell’appartamento sei giovani italiani e una musica ad altissimo volume. All’occupante dell’appartamento, un veronese, è stato notificata la sanzione di 100 euro prevista in questi casi per la prima infrazione e i suoi cinque amici sono stati identificati. L’ordinanza anti-rumore prevede che la sanzione diventi più pesante in caso di recidiva: 250 la seconda volta e 450 la terza. “E’ la dimostrazione – sottolinea il Sindaco Flavio Tosi – che l’ordinanza definita contro la prostituzione domestica in realtà colpisce, come abbiamo sempre detto, tutti i comportamenti molesti che disturbano la vita condominiale.”
Fa-vo-lo-so!!
Orgoglio Sardo (speciale PippiAgo dove sei!)
(rubrica dedicata a tutto quello che rende la nostra isola speciale. Anzi, unica!)
Il feeling era scoppiato quattro anni fa. Loro gli mandano una lettera e lui, dal dipartimento di matematica di Princeton, risponde subito, anche se è non è troppo sicuro della posizione geografica di Nuoro. «I think you are in the middle of Sardinia», scrive con una grafia incerta, prima di chiudere semplicemente con un «Yours, very truly, John Edward Nash». Una settimana fa, in una saletta appartata al festival della matematica di Roma, c’è stato l’incontro privato tanto atteso.
Da un lato, un distinto anziano di 80 anni, giacca, cravatta, sguardo timido ma acuto. Dall’altra, 23 alunni delle classi prima e seconda della scuola media nuorese Mariangela Maccioni. Ben consapevoli che davanti a loro non hanno certo un signore qualunque, ma il premio nobel dell’economia John Nash, autore di una teoria, quella dei giochi, che insegna una lezione grandissima: per superare i conflitti, spesso, basta un po’ di razionalità. La beautiful mind che ha ispirato l’omonimo film con Russel Crowe. Sa tanto di piccola favola che si realizza, questa dell’incontro con Nash e del festival della matematica.
Una favola che nasce grazie a 10mila euro di finanziamento forniti alla scuola media diretta da Marco Caria, dall’assessore comunale alla pubblica istruzione, Teresa Pintori. Una favola che continua grazie al lavoro appassionato dell’insegnante di matematica Paola Demuro, sostenuta dalle colleghe Maria Antonietta Ibba e Maria Luisa Atzeni, alla piena fiducia del dirigente scolastico Marco Caria. E finisce con un viaggio a Roma, alcuni giorni fa, per partecipare al festival della matematica nella capitale. Partono in 23, da Nuoro. Le promesse della matematica che la scuola media Maccioni ha allevato in questi mesi e in questi anni nei quali ha sempre creduto nell’insegnamento delle materie base come scrivere e far di conto.
Partono e si fanno onore, come pochi, alla manifestazione romana dove si scoprono i più piccoli partecipanti. Ne diventano le mascotte. Seguono conferenze su matematica, paranormale e magia, partecipano a giochi per sviluppare la logica, a dibattiti che svelano i segreti per affinare la memoria. E persino a un incontro che spiega perché la matematica non deve fare paura. «È stata una esperienza che non dimenticheremo mai: abbiamo imparato tante cose e conosciuto grandi matematici» raccontano oggi, gli studenti, tutti tra i sette e i nove anni.
Ma l’emozione più grande ha un nome: si chiama John Nash. Il premio Nobel, schivo per natura e silenzioso, non ha voluto ricevere altri in forma privata, al festival di Roma, se non gli alunni nuoresi della Maccioni. Li ha accolti in una saletta appartata. Anche perché ricordava perfettamente che dalla stessa scuola, tempo fa, gli era giunta una simpatica letterina e alcune foto che ritraevano gli abachi di legno realizzati dagli stessi alunni. Si è commosso anche un pochino, John Nash, di fronte al candore e all’entusiasmo dei piccoli studenti barbaricini. E alla fine, dopo qualche consiglio e l’invito ad amare sempre la matematica, si è anche prestato per una foto di gruppo. Un momento che difficilmente potranno dimenticare. Gli studenti nuoresi, poi, hanno espresso la loro solidarietà al direttore scientifico del festival, Piergiorgio Odifreddi, che è stato sollevato dal suo incarico per ragioni che non si spiegano. «Bisogna amare la matematica e saperla sempre studiare in modo nuovo» hanno commentato ieri, il preside Marco Caria, l’insegnante Paola Demuro, e l’assessore comunale all’Istruzione, Teresa Pintori. E alla scuola Maccioni, a quanto pare, la amano davvero: sabato scorso, altri 50 alunni, hanno partecipato ai giochi matematici organizzati dalla Bocconi.
Valeria Gianoglio per La Nuova Sardegna di Sabato 28 Marzo 2009
Letture di alto livello
(rubrica che innalza, clamorosamente, il livello culturale del blog)
Aveva ragione lui
(rubrica di giustizia sociale e sportiva. Per scherzo. Sia chiaro!)
Letture di alto livello
(rubrica che innalza, clamorosamente, il livello culturale del blog)
I borghesi amano coltivare l'illusione che il capitalismo sia magari ingiusto, ma altamente efficiente; tanto efficiente da risultare storicamente insostituibile.
E' efficiente un modo di produzione che costinge all'inattività la forza produttiva di 210 milioni di uomini?
Marx sostiene che il fondamento ultimo di ogni crisi è il contrasto tra le smisurate possibilità di espansione delle forze produttive moderne e l'uso angusto cui sono piegate: il profitto.
"Il mezzo, - si legge nel "Capitale" - lo sviluppo incondinzionato delle forze produttive sociali, viene permanente in conflitto con il fine ristretto, la valorizzazione del capitale esistente.
Le moderne forze produttive sociali devono avere un fine che corrisponda alle loro enormi potenzialità, devono essere messe al servizio "di una più evoluta forma sociale il cui principio fondomentale è il pieno e libero sviluppo di ogni individuo"
Per questo siamo comunisti.
--
Paolo Rivetti
Starway to heaven
(rubrica seria dedicata a chi completa la sua vita lasciandoci un ricordo eterno)

Pietro Arvedi d'Emilei non ce l'ha fatta. L'ex presidente del Verona è morto la notte scorsa all'Ospedale di Borgo Trento, dove era ricoverato in terapia intensiva in seguito alle gravi ferite riportate in un incidente stradale sull'Autobrennero il 20 dicembre, a Mantova, mentre rientrava dalla trasferta del Verona a Cesena. Aveva 77 anni.
E' tutto Vero.
(rubrica che innalza, clamorosamente, il livello culturale del blog)
Quasi quasi lo compro
(rubrica per un consumo intelligente...)

Siringa per dolci
Penso che questo strumento sia quello necessario per preparare i bignè del profiteroles.
Gli amici della Lidel, evidentemente, sanno la mia passione per questo dolce.
Ma sai che quasi quasi investo 5,99 € per la golosità...
Si si...tu mi piaci...vieni a Verona e ti faccio governare la città!
(rubrica dedicata al nuovo sindaco di Verona, Flavio Tosi)
questa bella faccia è del vice sindaco di Zevio dove è anche assessore ai lavori pubblici-ecologia. Belle Notizie
(rubrica dedicata agli eventi positivi che è bello condividere)
La Cassazione dice “basta” agli autovelox utilizzati in maniera scorretta - solo al fine di rispondere alle esigenze di cassa dei comuni e delle società private che hanno in appalto il servizio di rilevamento della velocita - e sottolinea che gli apparecchi devono essere segnalati agli automobilisti almeno 400 metri prima dal punto della loro collocazione. Altrimenti gli stessi autovelox possono venire sequestrati dall’autorità giudiziaria e i titolari della società di rilevamento rischiano l’incriminazione per truffa.
La Suprema Corte ha confermato il sequestro di alcuni veicoli e autovelox della società Speed Control attiva nei comuni calabresi di Fiumefreddo Bruzio, Belmonte Calabro e Longobardi (Cosenza) senza che gli apparecchi fossero segnalati con chiarezza e in anticipo. Ad avviso dei giudici di Piazza Cavour è corretta la tesi accusatoria della Procura di Cosenza in base alla quale l’attività di rilevamento così svolta «era intenzionalmente preordinata a trarre in inganno gli automobilisti, in contrasto con lo spirito della normativa in materia diretta a reprimere incidenti più che a reprimere».
I supremi giudici ricordano che la circolare del Ministero dell’Interno - del tre agosto 2007 - prescrive «la segnalazione almeno 400 metri prima del punto di collocamento» dell’autovelox. Invece il titolare della Speed Control - Francesco L., che riceveva un compenso per ogni multa riscossa - occultava gli apparecchi a bordo di macchine di sua proprietà e, a tradimento, “incastrava” gli automobilisti.
«E’ stato confermato quanto da sempre sostenuto: gli autovelox vanno correttamente segnalati», così una nota del Codacons. «Ora i Comuni devono annullare d’ufficio tutte le contravvenzioni elevate da autovelox non segnalati almeno 400 metri prima».
Orgoglio Sardo (speciale sciopero nel Sulcis-Inglesiente!)
(rubrica dedicata a tutto quello che rende la nostra isola speciale. Anzi, unica!)
Non ce la fa proprio a camminare. Quasi alla soglia degli ottanta anni, assieme al corteo dei manifestanti lungo i quasi i quasi tre chilometri del percorso. L’occasione però non è di quelle che si possono perdere. E così, dopo le tante battaglie vissute nel periodo delle lotte minerarie, quando il carbone era la vita stessa della città, Antonio Deiana, pensionato, torna in piazza. Avvolto nella bandiera del suo sindacato. Una presenza, la sua, che rappresenta un altro pezzetto dei drammi del territorio. Anche se a ben guardare potrebbero non interessarlo direttamente. «Sono qui per i miei figli - dice - vivono tutti della mia pensione e non hanno un posto di lavoro, anche se non sono più giovanissimi. E il mio cruccio è quello di sapere che dopo di me, quando non ci sarò più, non avranno punti di riferimento. Senza lavoro, e senza reddito, come potranno sopravvivere?». E’ la domanda più ricorrente che si pone una miriade di pensionati della città. E che nasconde l’altra faccia della crisi del territorio. A fianco a chi oggi rischia di perdere il lavoro, a fianco a chi ha ormai perso il lavoro, c’è anche la marea di chi un lavoro non lo ha mai avuto e che lo cerca inutilmente, da anni o da decenni. Tecnicamente li chiamano inoccupati. E sono, nella grande maggioranza, una sorta di categoria a sè. Vivono tutti della pensione dei loro genitori, anche se magari si sono sposati e hanno messo su famiglia. I loro genitori sono le uniche fonti di reddito delle nuove famiglie. Sono circa quattromila, gli anziani pensionati della città. E valgono, nella economia cittadina una quota decisamente consistente di ricchezza. Senza di loro sarebbe un disastro. Perchè dietro ogni pensionato c’è, quasi sempre, un figlio disoccupato con un futuro senza speranza. Così, il «sono in piazza per i miei figli» diventa una sorta di parola d’ordine che apre la strada a nuove inquietudini. Perchè se cade la speranza di un posto di lavoro per chi lo ha, si allontanano anche le speranze di una prima occupazione per chi per chi un lavoro lo cerca. E la battaglia, a questo punto, è perchè non venga persa la speranza di un futuro diverso per tutti.
tratto da La Nuova Sardegna di Sabato 14 Marzo 2009
Musica Maestro: Priest Feast (io c'ero!)
(rubrica del movimento "non mi dire "ascolto di tutto" che sto male")
"Compro biglietti", questi cartelli più o meno discreti ci accolgono a Lampugnano, appena usciti dalla metropolitana.
I Judas Priest hanno richiamato migliaia di metallari e i bagarini sono alla ricerca di biglietti da rivendere.
L'avevo visto fare alla data veronese di Beppe Grillo e lo ritrovo al Palasharp per la Priest Fest. Buon segno.
La strada che porta all'ingresso è ricca di venditori di panini e merchandising. Magliette e felpe carine e tarocche. So che una la prenderò. All'uscita però.
La prima porta per l'ex Palatrussardi fornisce uno spettacolo notevole. Ci sono i Testament che suonano e fanno muovere i metal kidz con badilate di thrash metal.
Con l'amico Pino decidiamo di andare in tribuna laterale. Aggiriamo il Palasharp per poi accorgerci che è più semplice del previsto. La tribuna a pagamento è solo quella frontale, le altre sono di libero accesso.
Conquistato il nostro posto, ci troviamo in mezzo a metallari coetanei (over 35) che guardano i Testament un pò in piedi, un pò seduti.
La loro musica rozza e distorta mi era indigesta da ragazzino, adesso la trovo urticante. Passo il tempo a guardare l'orologio e inviare sms.
Fortunatamente è già tempo di Megadeth. E' interessante vedere come i roadies liberino il palco per prepararlo in funzione di Dave Mustaine e compagnia.
L'angelo ribelle dei primi Metallica parte puntuale e ci trascina per un'ora con i suoi classici. Il suo modo di cantare è mono-tono e caratteristico allo stesso tempo. I suoni sono più puliti e io alterno sms allo stare in piedi per vedere lui dirigere la band.
Peace sells è sempre bella da ascoltare e si poga (la meglio gioventù, ovviamente) alla grande. Venti anni fa, sarei stato sotto in mezzo al casino o quasi. Adesso mi ritrovo in tribuna con la felpa sopra la maglia dei Judas Priest.
I sessanta minuti dei Megadeth si completa puntuale. Finalmente. Si prepara il palco per i Priest mentre i metallari onorano la fama bevendo birra (4€m ktc) alla grande!
Io e Pino ci guardiamo mentre aspettiamo l'evento. Ho visto i Judas Priest con Tim Owens, adesso è il turno dei "real" Priest con il Metal God. Rob Halford.
L'intro di Prophecy, Dawn of creation, eletrizza l'atmosfera. Quando Scott Travis sale sul drumkit, il boato del pubblico è forte mentre io guardo il palco studiato troppo bene.
Inizia la canzone ed è subito energia.
Quando Rob Halford compare con un improbabile vestito grigio (sembra il telo usato per tenere alta la temperatura corporea in caso d'incidente!) basta una sua posa per cancellare Megadeth e Testament in trenta secondi.
Il concerto inizia alla grande. Saranno due ore di energia pura.
Sarei rimasto altre due per cantare perchè ogni canzone era vera emozione.
I 4 sul palco sono piuttosto statici con Rob Halford che fa storia a sè. Lui è un cantante d'opera prestato al metal. Ogni canzone ha il suo vestito, le sue pose e la sua interpretazione.
Carisma da vendere e portare a casa felici.
Glenn Tipton è stato più comprimario rispetto all'altra volta mentre KK suona a perfezione alternando varie chitarre.
Ian Hill è sempre uguale. E' nel suo spazio, muove il basso e da il ritmo. L'amplificazione è a suo favore consentendo di seguire le linee melodiche sottostanti alla canzone.
Scott Travis è la fonte alternativa da cui trarre energia. Vederlo picchiare con stile sulla batteria è uno spettacolo dentro lo spettacolo.
Il palco è su più livelli dove si muove soprattutto Rob. Il retro del palco è conteso da Nostradamus, il simbolo attuale dei Priest e alcune coreografie specifiche per la canzone.
Verso le 23 e 20 siamo usciti contenti con un pensiero in testa: quando sarà il prossimo concerto? Io voglio i Priest in teatro con l'orchestra per suonare tutto Nostradamus.
Queste sono le canzoni dei centoventi minuti di intensa energia prodotta dai Judas Priest.
Aveva ragione lui
(rubrica di giustizia sociale e sportiva. Per scherzo. Sia chiaro!)
Lei non si sforza nemmeno di fingere.
«Ma perché, secondo lei il Papa ci crede davvero? Persone di così grande cultura possono bersi questa invenzione di Dio? Un salvataggio dell'umanità dall'incubo del niente. Ma come si fa a sospettare che una persona come papa Wojtyla, un cartesiano puro, possa pensare che siamo a Nazareth, si presenta un angelo di quattro metri e dice alla Madonna "tu avrai un figlio dello Spirito Santo", questo bambino nasce e non si limita a dire "sono il Messia" ma dice anche "sono figlio di Dio". Motivo per cui lo crocifiggono. E allora poi si dice che è risorto. Mi dica lei se è pensabile».
Paolo Villaggio intervistato da Giancarlo Dotto per La Stampa
Ke ta cagà
(rubrica sull'invidia positiva)
«A Milano sono stata diverse volte per promuovere la mia linea di abbigliamento e anche per andare a vedere qualche sfilata. La trovo una città bellissima, vivace con tanta gente simpatica. Ma quello che non capisco è perchè ci sia cosi poca vita notturna rispetto alle altre capitali europee». Paris Hilton, la miliardaria ereditiera, ora diventata stilista con la sua nuova linea PH, non ha dubbi sul fatto che Milano non abbia nulla da invidiare alle altre grandi città, almeno di giorno.
«Sembra che la gente pensi solo a lavorare e poco a divertirsi. A me piace stare sveglia anche fino alle sette del mattino e lì di martedì è difficile», E’ la rivista «Metropolitanpost» che ha raccolto le confidenze della nipote dell’ex Patron della celebre catena alberghiera dei prestigiosi Hotel Hilton.
«Quando uno va in Italia pensa che gli italiani siano superficiali e pensino solo a divertirsi, ma chi va a Milano capisce che non è cosi, gli italiani lavorano tantissimo, lo dice anche Victoria Bekham».
Ereditiera, sempre meglio che lavorare. Brava Paris. Ke ta cagà!
E' ufficiale! Speciale Nuove possibili norme sull'edilizia
(rubrica pane al pane)
Musica Maestro: Priest Feast
(rubrica del movimento "non mi dire "ascolto di tutto" che sto male")
saretta97 in No, il dibattito no!...
utente anonimo in Ci vuole una classif...
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