Un Marziano a Verona

Esistono i Marziani? Si! Anche a Verona. Ma che rimanga tra noi...

Eccomi

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mercoledì, 30 aprile 2008

Il dettaglio che farà la differenza
(rubrica che esalta la chicca del giornalista)

SOME corporate turnarounds are the result of a big change in strategy. Nokia, for instance, was a messy conglomerate in a backwoods Baltic country until it abandoned the rubber boots and loo paper and concentrated on mobile phones. Some are the consequence of a brilliant new invention. Apple was just a bit player in the personal-computer market until it invented the iPod. And some are brought about by the realisation that the company has lost its way and needs to focus once more on what it's good at. Fiat belongs to the last category; and the remarkable story of the recovery of a company long written off as one of the sickest firms in Europe's sickest economy (see article) holds lessons for other carmakers.

Questo è l'inizio di un articolo dedicato alla Fiat sull'Economist.

Per chi ha la passione dell'auto e della sua industria, è consigliata la lettura.

Postato da: urbano2000 a 22:14 | link | commenti |
citatio, brum brum, dettaglio

lunedì, 28 aprile 2008

Orgoglio Sardo
(rubrica dedicata a tutto quello che rende la nostra isola speciale. Anzi, unica!)

Le celebrazioni di “Sa Die de sa Sardigna” che si aprono oggi solennemente a Cagliari - dapprima in Consiglio regionale e successivamente nelle piazze - e nei prossimi giorni vivranno altri eventi significativi in diversi centri di tutta l’isola sono quest’anno all’insegna della lingua sarda. Sa limba, in altre parole, è il tema principe dell’anno 2008. Come manifesto dell’evento il presidente Renato Soru e l’assessore Maria Antonietta Mongiu hanno scelto il famoso sonetto «Non sias isciau» (Non essere schiavo) di Remundu Piras, che il grande poeta orale di Villanova Monteleone inviò nel marzo del 1978, pochi mesi prima di morire, alle due riviste bilingui di allora: «Nazione Sarda» di Antonello Satta e «Sa Sardigna» di Gianfranco Pintore, che ovviamente lo pubblicarono con il rilievo che meritava e con commenti di largo favore.
 Ecco il testo del sonetto:
«O Sardu, si ses sardu e si ses bonu,
semper sa limba tua apas presente:
non sias che isciau ubbidiente
faeddende sa limba ‘e su padronu.
Sa nassione chi perdet su donu
de sa limba iscumparit lentamente
màssimu si che l’’essit dae mente
in iscritura che in arrejonu.
Sa limba ‘e babbos e de jajos nostros
non l’usades pius nemmancu in domo
prite póbera e ruza la creides.
Si a s’iscola non che la jughides
po la difunder mezus, dae como
sezis dissardizende a fizos bostros»
(O Sardo, se sei sardo e di buona volontà,/ abbi sempre presente la tua lingua:/ non essere ubbidiente come uno schiavo/ usando l’idioma del padrone./ La nazione che perde il dono/ della lingua scompare lentamente/ specie se dimentica di scriverla e di parlarla./ La lingua dei nostri padri e dei nostri nonni/ non la usate più neppure in casa/ perché la giudicate povera e rozza./ Se non la introdurrete nelle scuole/ per una sua migliore diffusione, già da ora/ state dissardizzando i vostri figli).

Postato da: urbano2000 a 20:59 | link | commenti |
sardegna, citatio

sabato, 26 aprile 2008

Qualcosa da aggiungere?
(rubrica sui sogni impossibili di un 34enne ormai 35enne che ha passato i 36)

Quanto è bella? Anna Tatangelo è spettacolare!

Postato da: urbano2000 a 17:42 | link | commenti (2) |
gossip, arfarf, ktc

Orgoglio Sardo
(rubrica dedicata a tutto quello che rende la nostra isola speciale. Anzi, unica!)

Cos’è un emigrante? «È un ciottolo di fiume: modifica la sua forma per andare avanti ma il cuore rimarrà sempre lo stesso». Metafora efficace pensata e detta dalla scrittrice Maria Giacobbe, natali nuoresi, residenza in Danimarca. Cos’è un disterrados? «Chi parte per essere cittadino del mondo ma non dimenticherà mai profumi e suoni della sua terra», parole cariche di passione e globalizzazione dette da Giovanna Corda, nata a Carbonia e parlamentare europeo eletta in Belgio. «Avevo quattro anni-racconta la Corda-, i miei genitori emigravano da Carbonia nel Boriange, fino alle miniere di carbone. A miei devo tutto, soprattutto il fatto di avermi trasmesso quanto la mia Sardegna fosse bellissima, unica e indimenticabile».
 Dal 1958 al 2002 settecentomila sardi si sono lasciati alle spalle la terra di nascita. In quarantaquattro anni, è come se fosse emigrato, in una sola vola, il quaranta per cento della popolazione censita dall’Istat in Sardegna nel 2001: grandi numeri, grandi problemi. Il dato assoluto, letto sul libro bianco dei ricercatori Giuseppe Puggioni e Marco Zurru dell’università di Cagliari, conferma che l’isola è una storica terra di emigrazione. La dodicesima regione in Italia per numero di connazionali nel mondo.
 Oggi il rapporto tra la popolazione emigrata e quella residente nell’isola è del sette per cento. Cagliari è la provincia con il maggior numero di emigrati (32.176), seguita da Nuoro (20.848), Sassari (20.230, dove Alghero è leader in questa classifica), e Oristano (9.801). Per gli appassionati di numeri e percentuali applicati alla geografia: la Germania da sola accoglie (con ventiquattromila presenze) il trenta per cento degli emigrati sardi, un punto in meno la Francia (ventitremila), staccati gli altri paesi del Continente europeo, che negli anni sono stati la meta del novantadue per cento dei migrantes. Lontano dall’Europa, è stata l’Argentina la prima destinazione (1.400), seguita dall’Australia (1.100), mentre il continente Americano ha accolto finora il tre per cento degli emigrati dell’isola. Oltre le statistiche, è l’analisi sociologa sul fenomeno a chiarire meglio il fenomeno. La prima ondata di flusso migratorio dalla Sardegna (dalla seconda metà dell’Ottocento agli inizi del Novecento) è stata caratterizzata dal trasferimento di manodopera generica. La disoccupazione in Sardegna, il mito del posto fisso in fabbrica sono stati anche allora gli storici motivi del fare armi e bagagli, per cercare fortuna in terra straniera. Spinta poi diventata valanga negli anni sessanta (il dato più alto di cancellazioni dall’anagrafe sarda è stata nel 1962 con 74.939 emigrazioni) quando la catena di montaggio o le miniere sono diventati poli d’attrazione nella penisola, Torino e Milano soprattutto, in Germania e Belgio. Nello stesso periodo, l’emigrante sardo è stato anche pioniere: la sua presenza ha popolato le pampas argentine, oppure è servita a dare un volto civile agli spazi immensi dell’Australia, con quelle casette circondate dal niente e distanti fra loro centinaia di chilometri. Oggi il fenomeno dell’emigrazione raccoglie meno tute blu e più laureati-diplomati. Il rapporto era appena di uno a dieci nel quadriennio 1982-1986, per passare a quattro nei cinque anni successivi: esportiamo anche intellettuali. Avant’ieri e ieri operai e muratori, oggi ricercatori, ingegneri, professori. Che comunque in ognuno dei centoventotto circoli sparsi nei cinque continenti hanno trovato sempre il loro fazzoletto di Sardegna, madre patria lontana ma vissuta con molta, molta nostalgia
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tratto da La Nuova Sardegna di Sabato 26 Aprile 2008

Postato da: urbano2000 a 16:33 | link | commenti |
sardegna, citatio

venerdì, 25 aprile 2008

Musica Maestro: Nostradamus, Judas Priest
(rubrica del movimento "non mi dire "ascolto di tutto" che sto male")

Ed ecco il primo assaggio di quello che sarà il nuovo lavoro dei Judas Priest.
La titletrack è molto Priest e tanto altro.
L'organo suonato da Don Airey è una piacevole sorpresa.
Il basso di Ian Hill maggiormente protagonista è una conquista.
I cambi di tempo e di atmosfera lungo gli oltre sei minuti della canzone la rendono una scoperta continua.
Ascoltarla in cuffia regala tanti dettagli.

Aspettiamo il 16 Giugno per ascoltare tutte le altre canzoni.


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Postato da: urbano2000 a 21:33 | link | commenti |
belle notizie, musica maestro

Orgoglio Sardo
(rubrica dedicata a tutto quello che rende la nostra isola speciale. Anzi, unica!)

In occasione del 25 Aprile, da Sardo ricordo un'altra data per Noi molto importante.
"Semper sa Limba tua apas presente..." (Remundu Piras)
28 Abrile 2008.
Sa Die de sa Sardigna dedicada a sa Limbra Nostra.
Sa die de sa Sardigna è la festa del popolo sardo che ricorda i cosiddetti "Vespri Sardi", cioè l'insurrezione popolare del 28 aprile 1794 con il quale si allontanarono da Cagliari i Piemontesi e il viceré Balbiano in seguito al rifiuto del governo torinese di soddisfare le richieste dell'isola titolare del Regno di Sardegna.

I Sardi chiedevano che venisse loro riservata una parte degli impieghi civili e militari e una maggiore autonomia rispetto alle decisioni della classe dirigente locale. Il governo piemontese rifiutò di accogliere qualsiasi richiesta, perciò la borghesia cittadina con l'aiuto del resto della popolazione scatenò il moto insurrezionale.

Il movimento di ribellione era iniziato già negli anni Ottanta del Settecento ed era proseguito negli anni Novanta toccando tutta l'isola. Le ragioni erano di ordine politico ed economico insieme.

Il motivo del malcontento popolare era dovuto anche al fatto che la Sardegna era stata coinvolta nella guerra della Francia rivoluzionaria contro gli stati europei e dunque contro il Piemonte. Nel 1793 una flotta francese aveva tentato di impadronirsi dell'isola, sbarcando a Carloforte e insistendo successivamente anche a Cagliari. I Sardi però opposero resistenza con ogni mezzo, in difesa della loro terra e dei Piemontesi che dominavano allora in Sardegna. Questa resistenza ai Francesi aveva entusiasmato gli animi, perciò ci si aspettava un riconoscimento ed una ricompensa dal governo sabaudo per la fedeltà dimostrata alla Corona.

La scintilla che fece esplodere la contestazione fu l'arresto ordinato dal viceré di due capi del partito patriottico, gli avvocati cagliaritani Vincenzo Cabras ed Efisio Pintor. Siamo appunto al 28 aprile del 1794: la popolazione inferocita decise di allontanare dalla città il viceré Balbiano e tutti i Piemontesi, che nel mese di maggio di quell'anno furono imbarcati con la forza e rispediti nella loro regione. Incoraggiati dalle vicende cagliaritane, gli abitanti di Alghero e Sassari fecero altrettanto.

Postato da: urbano2000 a 07:54 | link | commenti |
sardegna, citatio, fatti del giorno

giovedì, 24 aprile 2008

Parla?
(rubrica senza parole. Anzi no...due parole: arf arf...)

Natalie Bush segue le orme della Hunziker...
L'immagine della campagna di Roberta con il fondoschiena di Natalia Bush. La ragazza è stata la prescelta tra 10mila pretendenti

Postato da: urbano2000 a 21:10 | link | commenti |
parla, arfarf

Hanno la faccia come il culo
(rubrica che si è rotta di questi parolai a scrocco degli altri)

«Ho pubblicamente invitato la Lega a non usare questo linguaggio», ha aggiunto il leader del Pdl ai microfoni dell'emittente locale.  Quanto all'espressione «Roma ladrona», il Cavaliere ha detto: «È un modo di indicare la casta politica e burocratica che costa ai cittadini». Una spesa pubblica, ha concluso, «che bisogna ridurre dimezzando il numero di parlamentari, abolendo le province e riorganizzando la Pubblica Amministrazione».

Una casta politica e burocratica che costa ai cittadini.

E tu e gli amici leghisti andate in parlamento agratis? Mangia ufo a tradimento!

Postato da: urbano2000 a 20:51 | link | commenti |
citatio, parcondiscion, faccia-culo

Bella Zente
(rubrica estemporanea sul mondo che ci circonda!)

La soubrette televisiva Sylvie Lubamba (iscritta alla Lega Nord) e il neodeputato leghista Matteo Salvini alla festa in discoteca per la vittoria elettorale.

La soubrette televisiva Sylvie Lubamba (iscritta alla Lega Nord) e il neodeputato leghista Matteo Salvini (Fotogramma)

Postato da: urbano2000 a 20:43 | link | commenti (6) |
carne, zente

martedì, 22 aprile 2008

Futuro Prossimo
(rubrica di Spritepolitica)

«A.A.A. laureata in medicina e chirurgia, pluriennale esperienza politica a livello europeo, nazionale e amministrativo, ottime e consolidate qualità relazionali, specializzata in tematiche sociali, temperamento combattivo, ottima conoscenza di inglese e francese, bella presenza, offresi per incarico di ministro, con o senza portafoglio. Esclusi perditempo. Trattative quasi riservate».

è lei che si è proposta in questo modo! E' tutto vero!!

Postato da: urbano2000 a 22:17 | link | commenti |
inveritàvidico, arfarf, spritepolitica

Il dettaglio che farà la differenza
(rubrica che esalta la chicca del giornalista)

Ottantamila da espellere da Milano, i conti li ha fatti la Lega. Quarantamila da Roma, i conti li ha fatti Alemanno. Cinquecentomila via dall’Italia, il totale è stampato su «Il Giornale». Ma la Caritas che se ne intende calcola un milione e mezzo di clandestini. Facciamo un milione. A mille espulsi al giorno fanno tre anni. Mille al giorno fanno dieci aerei per spedirli (i cargo finora in perdita di Alitalia?). E cento treni per portarli all’aeroporto (Malpensa?). E cinquemila poliziotti per scortarli. Ogni giorno, 365 giorni l’anno. E almeno un campo di raccolta capace di tenerne almeno 20mila come stock in modo che non ci siano pause. Se sono gente che fa sul serio e fa quel che dice, questi sono i numeri indiscutibili del piano. Il momento è favorevole: perfino il Papa che chiede a politici e vescovi Usa di accogliere gli immigrati anche se clandestini qui non rivolge simili appelli impopolari. Tre anni, facciamo quattro perchè a volte ritornano e sarà espulsione finale. Se vi ricorda qualcosa, è solo memoria contraffatta di film, al massimo documentari gonfiati e faziosi. Adesso li girano di nuovo, dal vero. E saranno precisi, efficaci e popolari.

tratto da La Nuova Sardegna di Martedì 22 Aprile

Postato da: urbano2000 a 21:24 | link | commenti |
citatio, dettaglio

E' tutto Vero.
(rubrica che innalza, clamorosamente, il livello culturale del blog)

Non è passato alla storia per i gol ma oggi il suo nome è di nuovo sui giornali. Non sulle pagine sportive, ma insomma... Ricordate Marco Pecoraro? Ha giocato per una stagione con la maglia del Cagliari. Era il 1986-87 le cose non andarono benissimo. La squadra finì ultima in serie B e retrocesse in C1 (dove trovò la Torres di Zola). Chiuso il capitolo calcio Pecoraro ha trovato spazio nella politica, anche grazie al fratello (il ministro verde Alfonso Pacoraro Scanio). Oggi i due (ministro e fratello) sono nei guai per una inchiesta su presunti favori. E il rischio è ben più grave di una retrocessione.

tratto da La Nuova Sardegna di Martedì 22 Aprile 08

Postato da: urbano2000 a 21:16 | link | commenti |
sardegna, forza italia, di sport, parcondiscion, inveritàvidico

lunedì, 21 aprile 2008

Giampaolo sorridi!
(rubrica dedicata alla passione per il Cagliari Calcio)

Vicini al miracolo.
Abbiamo ancora 4 partite da giocare per rimanere nel campionato di Serie A.
Ci aspettano Inter, Fiorentina, Udinese e Reggina.
Ci servono 5 punti, 7 per essere sicurissimi.

La nostra arma segreta è Acquafresca. In questo periodo, qualsiasi palla che gli arriva diventa un'occasione da goal. Robert, facci sognare. E salvare!!

Leggiamo su La Nuova Sardegna quello che dice Gigi Riva sul giovane attacante rossoblu.

- Allora, Riva, com'è questo Acquafresca?
 
«Bravissimo. Lo seguo attentamente sia perché gioca nel Cagliari e sia perché fa parte ormai in pianta stabile del club Italia. I miei complimenti se li è meritati».

 
- Perché?
 
«Non per simpatia, ma per quello che sta facendo. E' un giovane ma è già una realtà del calcio. Da quando è diventato titolare, il Cagliari si è trasformato. Una squadra diversa. E' successo un fatto abbastanza ovvio: se davanti c'è uno che segna, tutto diventa più facile».

 
- Questa rimonta del Cagliari sembra uguale a quella del 1965: dall'ultimo posto alla salvezza. Allora il centravanti era Riva...
 
«Sì, proprio così. Quella fu un'autentica impresa. Una cosa che mi è rimasta nel sangue. Questo Cagliari e Acquafresca stanno compiendo un altro miracolo».

 
- Il bagaglio tecnico di Acquafresca?
 
«Mi sembra completo. Ma, ovviamente, Robert ha ancora margini di miglioramento. Ha bisogno di giocare con continuità, come si è visto nel corso della stagione. E' un talento naturale, tempista, coraggioso, forte di testa».

 
- Usa tutte e due i piedi.
 
«No, è prevalentemente destro. Anche se ha il coraggio di provarci, sempre, come ha dimostrato con la doppietta di Livorno. Ha usato il piede mancino in entrambe le segnature. Eh sì, la porta la vede. Tanto che gli avversari già lo temono. Parlavo con i giocatori della Roma, prima della loro partita al Sant'Elia. E si informavano. Qualcuno sperava che Acquafresca, che era acciaccato, non giocasse. Anche questo significa che è un giocatore di grande spessore».



 - Adesso c'è questa storia del gol in più o in meno. La marcatura fantasma contro il Genoa. Tutti gli assegnano nove reti, ma lui se ne attribuisce dieci.
 
«E ha ragione. Allora non ha senso assegnare la rete a uno che calcia una punizione da 40 metri e la palla sbatte su un difensore mettendo fuori causa il portiere. Lui di testa ha deviato e preso il palo, la palla è rientrata in campo, ha colpito Robinho ed è tornata dentro. Cioè è stato il protagonista di quella segnatura».

 
- Torniamo al parallelo fra di voi. Anche a Riva fu tolto un gol del genere.
 
«A Verona, nel 1972. Il portiere era Colombo. Il fatto è che persi una classifica cannonieri per quella decisione. Tutti dissero che era autogol, e il titolo lo vinse Boninsegna. Acquafresca ha ragione a difendere con i denti la paternità di quella rete. Se uno tira in porta il gol gli deve essere dato e basta».

 
- Un giocatore completo, dunque. Forte tecnicamente e già con una grande personalità.
 
«Sì, in tutti i sensi. Anche come carattere. Ho parlato spesso di Robert con i responsabili della nazionale under 21. Dicono tutti che è un bravo ragazzo, serio. E anche questo non guasta, anzi, contribuisce a prevedere per lui un grande futuro».

 
- Il presente parla di un Cagliari diverso rispetto al girone d'andata.
 
«La prima parte del campionato è andata storta, per vari motivi. Ora il cammino è da Coppa dei campioni. Per fortuna, insomma, la squadra sembra avviata verso la salvezza.

 
- Altri giocatori decisivi nella riscossa del Cagliari?
 
«Il collettivo è fondamentale, ovviamente. Ma io citerei altri due rossoblù che mi hanno impressionato notevolmente: Cossu e Conti. Insieme ad Acquafresca compongono il trio che ha ribaltato la stagione della squadra».

Postato da: urbano2000 a 20:00 | link | commenti (1) |
forza casteddu

PER COMINCIARE LA SETTIMANA...
 

In genere le catene dell'abitudine sono troppo leggere per essere avvertite finchè non diventano troppo pesanti per essere spezzate.
Samuel Johnson

In quali occasioni, questa settimana, siamo disposti ad agire in modo alternativo per trovare soluzioni e procedure più efficaci nel nostro  lavoro?

Postato da: urbano2000 a 19:16 | link | commenti |

domenica, 20 aprile 2008

Belle Notizie
(rubrica dedicata agli eventi positivi che è bello condividere)

IndyCar - Motegi, Gara: Danica colora la Indy di rosa

IndyCar - Motegi, Gara: Danica colora la Indy di rosa

Straordinaria affermazione di Danica Patrick che entra nella storia del motorsport internazionale per essere la prima donna ad aver vinto un evento a livello professionistico.

Non era mai accaduto: Danica Patrick ha fatto centro. La 26enne statunitense è infatti la prima donna a trionfare in una gara della IndyCar. L'americana si è imposta nella Indy Japan 300, terza delle 16 tappe del campionato, disputata sul tracciato nipponico di Motegi.

La Patrick, negli Stati Uniti è una vera protagonista del circuito mediatico, tanto che tempo fa è finita sulla copertina di Sports Illustrated.

Danica Patrick

Postato da: urbano2000 a 20:44 | link | commenti |
belle notizie, brum brum, arfarf

No, il dibattito no!
(rubrica dedicata ai film che vedo al Cineforum Pindemonte)

Tra ieri e oggi ho rivisto "Ecce Bombo" di Nanni Moretti.
E' un film unico dove vengono rappresentati, in modo grottesco, i ggiovani degli anni 70. Siamo tutti un pò Michele Apicella!
Alcuni dialoghi sono diventati repertorio comune di una generazione.
Vedo gente, faccio cose...
Te lo meriti Alberto Sordi...
Mi si nota di più...

Io mi diverto a citarli per vedere le facce di chi riconosce l'origine e sorride.

Grazie a YouTube ci rivediamo tre scene memorabili.

Postato da: urbano2000 a 20:12 | link | commenti |
zinem, tube me, bette ridere

Si si...tu mi piaci...vieni a Verona e ti faccio governare la città!
(rubrica dedicata al nuovo sindaco di Verona, Flavio Tosi)

Flavione, stai diventando un esempio da seguire. Anche il neo sindaco di Brescia prende spunto dalla città rivale.
Siamo a posto!!
I modelli, però, sono altri. Berlusconi, con cui Paroli nell' 86 passò una giornata intera al meeting di Rimini, restandone folgorato: «Una persona meravigliosa. Chi oggi lo odia, se avesse l'occasione che ho avuto io di conoscerlo, lo amerebbe». E Flavio Tosi, il sindaco di Verona, celebre per essersi presentato al consiglio comunale con la tigre del circo padano al guinzaglio, aver tolto il ritratto di Napolitano dall'ufficio e ora ammainato il tricolore. «D'accordo, Tosi non sarà un genio della politica — dice Paroli —. Ma è un uomo serio: si è impegnato a fare quel che i veronesi chiedevano. Corsini, il mio predecessore, pretendeva di spiegare ai bresciani quel che era utile per loro».
tratto dal sito del Corriere della Sera.

Postato da: urbano2000 a 14:57 | link | commenti |
verona, citatio, parcondiscion

Servizio Traduzioni
(rubrica dedicata all'ermeneutica politica)

 E per quel che riguarda le proposte contenute nel rapporto del Financial Stability Forum, spiega come secondo lui è un po’ come «chiudere la porta dopo che sono scappati i buoi». «Non è un testo che uno poi si va a rileggere. Nelle sue conclusioni - sottolinea Tremonti - non c’è mai la parola nazionalizzazione. Si omette così il passaggio più significativo. Dove si fa l’elenco degli strumenti da utilizzare si parla di iniezione di liquidità e di altre cose fumose. Ma il rapporto è reticente sulla parola chiave ’aiuti di Stato’. Non si parla di ’salvataggi’. E se un rapporto del genere non parla di cose reali, come le nazionalizzazioni che sono state fatte e si faranno ancora, siamo di fronte a quel tipo di cultura, di tecnica, che non basta più per gestire cose che sono cambiate. Verso un nuovo mondo non si può andare con idee e strumenti vecchi». E così Draghi è servito.

Il futuro ministro Tremonti fa un'anteprima della sua azione di governo.
Possiamo tradurla così:

Considerato che ci siamo giocati il culo e le elezioni sulla vicenda Alitalia-Malpensa e la cordata della simpatia promessa da Silvio non c'è, mi tocca pescare il peggio del peggio dal passato. Pensa che un tempo mi definivo liberista e ora esalto le nazionalizzazioni. La prossima volta che Silvio fa il cocomero, ci mette i soldi lui da solo.

Il buon Tremonti lascia in disparte il terzo giocatore tra lui e le nazionalizzazioni. L'Unione Europea non consente più questi giochi d'equilibrio. Il simpatico ministro dimentica di sua spontanea volontà.
Visto che vogliamo ridare vita all'IRI, possiamo ricomprare l'Alfa Romeo? Dai Tremontz fai sognare noi Alfisti...
 

Postato da: urbano2000 a 09:08 | link | commenti |
traduzioni, citatio, parcondiscion, bette ridere

CREDEGHE...
(rubrica sui sogni impossibili altrui)

«Noi abbiamo lasciato i conti in ordine, ma il nuovo esecutivo dovrà fare quello che abbiamo fatto noi per il Paese. Non potrà certo scialacquare. Per questo mi auguro - aggiunge - che la buona amministrazione continui».

Caro Romano Cincinnato, la vedo impegnativa che il tuo impegno venga continuato.
Quando senti parlare il prossimo ministro dell'economia di nazionalizzazioni...

Postato da: urbano2000 a 08:58 | link | commenti |
citatio, parcondiscion, credeghe

sabato, 19 aprile 2008

Letture di alto livello
(rubrica che innalza, clamorosamente, il livello culturale del blog)

Il ritorno di Silvione ha avuto interessanti commenti sulla stampa estera.
Il Sole 24ore fa il sunto partendo dal cattivo Economist per arrivare allo spagnolo El Pais.
Vincono i dubbi sull'efficacia della sua azione di governo.
Da una parte, legati al naturale interesse nazionale dei vari giornali e dall'altra all'immagine internazionale, decisamente migliorabile, del futuro presidente del Consiglio.
Tra i tanti articoli, copio e incollo la traduzione di quello scritto da Quentin Peel per il Financial Times. E' dedicato all'incontro in Sardegna tra Silvione e Putin.
Ho trovato questa traduzione nel blog di Travaglio-Gomez-Corrias.
A prima vista, non pare ci sia molto in comune tra Silvio Berlusconi e Vladimir Putin. Il primo é di destra, é un miliardario e un magnate dei media e della proprietà immobiliare, meglio conosciuto per l'umorismo a buon mercato e le sue gaffes che per una seria strategia politica.
Il presidente russo, a breve primo ministro, é un uomo controllatissimo, un burocrate cauto per istinto, che ha ripristinato il potere del Cremlino alle spese di alcuni potentissimi uomini d'affari, i cosiddetti oligarchi, e che ha corroborato l'orgoglio nazionale agendo come contraltare all'influenza degli Stati Uniti sul mondo.
Eppure i due, da quando si sono incontrati per la prima volta, nel 2001, hanno stretto una straordinaria amicizia. Entrambi, nelle loro relazioni, attribuiscono grande importanza ai rapporti personali. Tutti e due sono considerati un po' degli outsider e vengono guardati con sospetto dagli altri leader. Non c'é dunque nulla di strano se Putin ha voluto essere il primo a congratularsi personalmente con Berlusconi per la sua rielezione, andando a trovarlo nella sua lussuosa villa in Sardegna.
(...)
Tra i due, le somiglianze nello stile adottato in politica sono più numerose di quanto ci si potrebbe aspettare. Entrambi amano fare colpo: Berlusconi raccontando barzellette volgari, Putin usando un linguaggio volgare. Entrambi piccoli di statura e vanitosi, per quanto riguarda il loro aspetto, hanno governato i rispettivi paesi servendosi di gruppi di amici molto affiatati tra loro.
Ma non é solo lo stile che li unisce: ci sono gli affari.
Non é un caso se Putin ha fatto sosta in Sardegna di ritorno da un viaggio in Libia, dove ha firmato accordi per la vendita di armi e per collegamenti per l'energia.
Putin non é solo un leader politico, é anche il numero uno di Gazprom, il monopolista del gas, e per Berlusconi fare politica significa soprattutto fare affari. Grazie alla loro personale amicizia i due hanno dato vita a legami di natura commerciale di importanza  vitale, soprattutto nel comparto energetico.
Gazprom ed Eni, di proprietà all'80% dello stato italiano, sono partner nel gigantesco progetto per il gasdotto South Stream, che dovrebbe portare in Italia 30 miliardi di metri cubi all'anno  di gas siberiano, attraverso il Mar Nero e i Balcani. Negli Stati Uniti e a Bruxelles il progetto del gasdotto é visto come una mossa pericolosa perche' accentuera' la dipendenza dell'Unione Europea dall'energia russa. Per Putin e Berlusconi si tratta solo di un buon affare.
Eni ed Enel sono partner di Gazprom nello sfruttamento dei giacimenti di gas acquistati all'asta dopo il fallimento di Yukos, la società di cui era proprietario Mikhail Khodorkovsky, l'oligarca finito in prigione.
Enel ha anche acquistato una partecipazione di maggioranza in Ogk-5, una societa' per la produzione di energia che é stata privatizzata, e prevede di spendere 2 miliardi di euro in Russia per la realizzazione di un gruppo per l'energia ad integrazione verticale.
Ora Gazprom ha annunciato di voler diventare un partner di Eni nella costruzione di un oleodotto che parte dalla Libia, dove l'azienda russa ha siglato mercoledi' un accordo di joint venture con la societa' petrolifera nazionale libica. Gazprom sta inoltre  discutendo con Eni la possibilita' di uno scambio, offrendo ulteriori interessi in Russia contro la cessione di interessi italiani in Libia.
Ciò per quanto riguarda il comparto energia.
L'Italia non puo' competere con la Germania per commerci e investimenti in Russia, ma, grazie al rapporto Berlusconi-Putin, viene vista al Cremlino come il business partner piu' affidabile. Non c'é da meravigliarsi se Putin e' corso in Sardegna per stringere la mano al suo migliore amico.

Postato da: urbano2000 a 13:22 | link | commenti |
letture, link, sardegna, citatio, parcondiscion, vasellina